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Fin dalla seconda metà dell’Ottocento, inventori geniali ma anche un po’ pazzi hanno cercato di inserire qualcosa che assomigliasse a un motore nei mezzi a due ruote, provando così a trasformare le prime biciclette. I tentativi, all’epoca, furono però piuttosto goffi: il peso e le dimensioni delle batterie rendevano assolutamente inadatto alla circolazione il mezzo così prodotto. Senza contare che fino a gran parte del ventesimo secolo, il modesto costo del petrolio e la scarsa coscienza ecologica della popolazione non ha mai portato a inseguire una forma di sviluppo alternativa ed “ elettrica” che potesse stare a metà strada tra la bicicletta e il motorino.
Ufficialmente, al di là poi del suo concreto utilizzo che solo in tempi più recenti è diventatopopolare, si ritiene che la prima bicicletta elettrica sia nata ufficialmente nel 1895, grazie al brevetto depositato da un inventore americano che risponde al nome di Ogden Bolton Junior. Una crescita importante si deve anche a Howard Hughes, che nel 1913 inserì un motore elettrico nel triangolo de telaio della sua bicicletta, mentre è stato un designer anglo-americano, Ben Bowden, a produrre un modello pronto per la commercializzazione e la produzione di massa.
Negli ultimi anni, grazie alle innovazioni tecnologiche, alla lotta all’inquinamento e a una nuova attenzione all’ambiente, le biciclette a pedalata assistita hanno avuto un notevole boom, che continua tutt’oggi con la moltiplicazione dei modelli a disposizione, con il miglioramento delle prestazioni e con l’ingresso nel mondo della produzione delle biciclette elettriche anche da parte di case costruttrici che per lungo tempo le avevano ignorate.

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