Come sono fatte le bici elettriche

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La caratteristica principale della E-bike è quella di poter unire la forza muscolare delle gambe a quella elettrica di un motore. Non è un caso che si parli di “pedalata assistita”: perché la spinta aggiuntiva data dal motore interviene solo e unicamente nel caso in cui ci sia anche una pedalata. Di conseguenza, si è aiutati a mantenere uno sforzo minore ma pur sempre omogeneo nella pedalata.
La bicicletta elettrica si compone di un motore elettrico, di una batteria, di comandi al manubrio, di una serie di sensori e di un’elettronica di controllo detta centralina. Questi sono gli elementi necessari: ma la loro natura e la loro disposizione è variabile, tanto da determinare la tipologia della bicicletta elettrica. Che, di conseguenza, sarà più pesante rispetto a una bici tradizionale da un minimo di 3 fino a un massimo di 6 chilogrammi. Tutto ciò comporta, come conseguenza, la necessità che ci sia un telaio solido, un impianto frenante adeguato, sospensioni ben regolate e copertoni robusti.
La batteria è dunque il cuore pulsante della bicicletta elettrica. Può essere collocata in diversi parti del mezzo, senza che la posizione abbia come diretta conseguenza una maggiore o minore qualità della batteria stessa. Tendenzialmente, i posti più classici in cui viene sistemata la batteria sono nello spazio di solito riservato alla borraccia (è il più classico e più frequente), oppure nel portapacchi posteriore, all’interno di un apposito alloggiamento, o ancora nel sotto sella. Più rara, perché pregiudica l’equilibrio del mezzo, la batteria posizionata sul manubrio.

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